GIUDIZIO SULLE PRIME GARE DI CAMPIONATO, ANALISI DELLE AVVERSARIE, RIFLESSIONI SULLA RIPARTENZA: A TU PER TU CON MISTER SIMONATO

Lo stop ai campionati dilettantistici imposto dal governo e la successiva decisione della Federcalcio regionale di posticipare la ripresa ai primi di febbraio hanno messo la parola «fine» a questo tribolatissimo 2020 di calcio giocato.
Ad esprimere le sensazioni che si respirano in casa Monselice è mister Luca Simonato, a cui abbiamo chiesto un parere sui provvedimenti degli ultimi giorni e, al tempo stesso, un’analisi sulle poche gare ufficiali disputate.
«Purtroppo siamo giunti ad un nuovo stop, che tutti gli esperti avevano velatamente previsto – le parole dell’allenatore biancorosso – Nell’insicurezza di una ripresa che la Figc ha previsto tra gennaio e febbraio, ma che non mi stupirei se poi venisse spostata ancora più in là, a fare la differenza sarà il senso di responsabilità che i giocatori avranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Chi “si vorrà più bene” vincerà, su questo non c’è dubbio. La formula della ripartenza prevista dalla Federazione non lascia spazio ad interpretazioni: le prime gare, a prescindere da quando si disputeranno, potranno indirizzare un’intera stagione o in un verso o nell’altro. L’unico fattore determinante sarà l’uomo-giocatore, e questo sarà il denominatore comune di tutte le categorie dilettantistiche».
Che giudizio si può dare alle prime giornate di campionato?
«Da neopromossa siamo soddisfatti, non tanto per i punti raccolti ma per le prestazioni messe in campo. Siamo consapevoli che avremmo potuto raccogliere di più, però al tempo stesso abbiamo palesato dei limiti sulla gestione di alcune situazioni di gioco. Pur concedendo poco, spesso quel poco si traduceva in concrete ed evidenti occasioni da gol per gli avversari. Il lavoro, organizzato e pianificato con disciplina, è l’unica strada che ci porterà a crescere e a migliorare».
Come valuti il livello del girone?
«Finora abbiamo incontrato tutte squadre molto simili nell’interpretazione della categoria: compatte, chiuse, con tutti gli effettivi sempre sotto la linea della palla, che accettavano di concedere molti metri per poi attaccarli in ripartenza grazie alla qualità di alcuni giocatori di valore presenti in ogni compagine affrontata. Come previsto è un raggruppamento tanto equilibrato, in cui nessuna gara è scontata».
La decisione della Federcalcio di portare a termine il solo girone di andata era l’unica strada percorribile?
«In questo periodo girano tantissime voci: nuovi gironi, playoff, playout… L’unico dato certo è che un’eventuale ripresa a febbraio o marzo metterebbe a disposizione 15/18 domeniche per concludere i campionati entro giugno. È evidente, perciò, che la formula ipotizzata ad inizio stagione con 34 giornate totali non potrà trovare compimento. Se devo essere sincero, il mio pensiero principale non è come finirà il campionato: l’auspicio è riuscire in qualche modo a riprendere, per tornare quanto prima a ridere, sudare, arrabbiarsi, esaltarsi e disperarsi all’interno del nostro amato rettangolo verde».