Svolta in società, entrano due nuovi soci. Capitan Loverro: «Abbiamo trovato le persone giuste, che prima di ogni altra cosa vogliono il bene di questi colori»

Stefano Loverro, capitano del Monselice1926
14 marzo 2019
Stefano Loverro, capitano e direttore generale del Monselice

Stefano Loverro, capitano e direttore generale del Monselice

Il Monselice Calcio si rinforza e rilancia le sue ambizioni. Notizia importante per i tifosi biancorossi, che in vista del turno di riposo in programma domenica hanno un motivo valido per tornare a gioire.
La società annuncia infatti l’ingresso di due nuovi soci, la cui identità verrà ufficializzata a fine campionato: due figure che entreranno a far parte dell’organigramma con incarichi ben precisi, finalizzati al consolidamento della realtà Monselice e alla creazione di un progetto serio legato al settore giovanile, storica «lacuna» dei colori biancorossi.
Ad annunciare questa importante novità è il capitano e direttore generale Stefano Loverro, che traccia un’analisi a 360 gradi della stagione che sta andando in archivio.
«È innegabile che stiamo vivendo un momento difficile, e come società è giusto recitare il “mea culpa”. In sede di programmazione alcune scelte sono state discutibili e altre forzate per motivi di natura economica, come ad esempio la rinuncia alla juniores. A ciò va aggiunto l’assenteismo di alcuni dirigenti per quasi tutta la stagione: essere dirigenti del Monselice deve essere un vanto, e non solo quando le cose vanno bene. Onori e oneri, come diciamo da tempo, perché nel calcio non si inventa nulla. Da dicembre io e Nunzio Molon stiamo lavorando a fondo per la prossima stagione, cercando come sempre di ingrandire e consolidare la società. Dopo mesi di incontri e di riflessioni, posso finalmente comunicare che il Monselice 2019/2020 si arricchirà di due nuove figure che avranno ruoli importanti all’interno dell’organigramma. Gli obiettivi sono due: provare a crescere con la prima squadra e cercare di creare, nel più breve tempo possibile, un settore giovanile. Più e più volte abbiamo cercato figure che potessero dare un contributo importante per il bene del Monselice: ora, con orgoglio e fierezza, posso dire che abbiamo trovato le persone giuste. Persone competenti e animate da un’enorme passione per il calcio, che prima di ogni altra cosa vogliono il bene di questa società e di questi colori».
Stefano esamina, nel dettaglio, il percorso fatto fino a questo momento.
«La dirigenza attuale ha fatto rinascere il Monselice nel 2014, ripulendo il nome e l’immagine di questa società. Nessun debito e tanta beneficenza, oltre a restituire il giusto e inestimabile valore alla maglia che i giocatori indossano. A tal proposito ringrazio chi, in veste di dirigente, è riuscito a dare la sua disponibilità, più o meno costante. Le due nuove figure che entrano in società erano corteggiate da molte altre squadre, ma hanno scelto noi per due motivi: la storia del Monselice e i conti perfettamente in ordine di una società sana e con 0 euro di debiti. La nostra serietà si è così sposata con la loro professionalità e competenza. Dalla rinascita del 2014 abbiamo disputato 137 partite di campionato: 83 vittorie, 34 pareggi e 20 sconfitte. I numeri parlano e sono sotto gli occhi di tutti. Ora, però, esigo un finale di stagione da Monselice: c’è una maglia da onorare, con un derby da giocare. La riconferma di parecchi giocatori passerà per queste cinque partite: molti hanno fatto tanto, ma altri possono e potevano certamente dare di più. Questa è una maglia che rifiuta chi non sputa sangue e chi esce dal campo senza aver dato l’anima».
La disamina del capitano si chiude con un pensiero per il pubblico.
«Ringrazio chi ci è sempre rimasto vicino: dagli Ultras Monselice 1926 alla Vecchia Guardia, fino a tutti i veri tifosi che con la loro vicinanza hanno dato un contributo importante alla causa. È soprattutto merito loro se io e Nunzio abbiamo avuto la forza e la voglia di andare avanti per cercare altre persone e trovare aiuti concreti. Ringrazio, comunque, anche i tifosi più critici: so che il loro comportamento è dettato da un amore incondizionato e smisurato per questi colori, perché anch’io sono sempre stato un tifoso, ma posso garantire che io e molti altri ci siamo rimboccati le maniche e da cinque anni lavoriamo ogni giorno per dare al Monselice un futuro e una solidità. Invito anche loro a fare altrettanto, poi avranno tutte le ragioni del mondo per pretendere e criticare. Chiedo quindi a tutti di restarci vicino, perché questa società ha bisogno di gente che ama il Monselice e vuole solo il meglio per questi colori. Il discorso vale per tutti: giocatori, tifosi e dirigenti, vecchi e nuovi. Se non fossimo stati falcidiati dagli infortuni e dalle assenze, sono certo che saremmo qui a parlare di un campionato ben diverso: quest’anno è andata così, ma anche una stagione difficile può rappresentare una tappa importante di un percorso di crescita. Dopo due promozioni e due playoff persi soltanto in finale, un anno di transizione può anche starci. Però è proprio nelle difficoltà che si vede chi a questi colori ci tiene davvero. Un plauso in tal senso va allo staff tecnico, che per serietà e professionalità si è sempre rivelato presente e prezioso, continuando a credere nel progetto-Monselice e a dare il massimo per tirare fuori il meglio da ogni singolo giocatore».


Momenti Storici

  • Immagine
  • Immagine
  • Immagine
  • Immagine
  • Immagine
  • Immagine

Parlano di noi

  • Parlano di noi
  • Parlano di noi
  • Parlano di noi
  • Parlano di noi